Dubsmash spiegato a chi ancora non lo ha usato

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  • 3 febbraio 2015
Immagine che mostra il logo di Dubsmash

Se da qualche giorno a questa parte collegandovi a Facebook e scorrendo il News Feed avete notato un’invasione di strani video brevi in cui i soggetti inquadrati non fanno altro che muovere la bocca e gesticolare cercando di doppiare il suono e le voci che fanno da sottofondo non preoccupatevi, non sono tutti impazziti… semplicemente sono incappati in Dubsmash.

Immagine che mostra il logo di Dubsmash

Per chi stranamente non ne avesse ancora sentito parlare Dubsmash è infatti una nuova app per iPhone e device Android che consente di girare brevi video inquadrando se stessi con la fotocamera e permettendo di doppiare in playback le frasi più famose dei telefilm e dei film, quelle pronunciate dalle celebrità della TV, dello sport e della musica e chi più ne ha più ne metta. Per farsi una chiara idea del funzionamento dell’app basta dare uno sguardo al video di presentazione disponibile di seguito.

I video realizzati possono poi essere condivisi su Facebook (questo è evidente per tutti!) ma anche su Twitter e su YouTube o, in alternativa, possono essere inviato agli amici di WhatsApp per terrorizzare o far divertire (dipende dai punti di vista) il destinatario del messaggio.

Riassumendo… utilizzare Dubsmash è semplicissimo: basta selezionare un audio qualsiasi da una delle gallerie suddivise per argomento e registrare il video mimando la frase prescelta. A quel punto si potrà condividere il breve filmato con gli amici sui servizi social.

Allo stato attuale delle cose Dubsmash rappresenta quindi un vero e proprio fenomeno virale, molto più dell’influenza che in questi giorni sta attanagliando l’Italia e non solo. Piace perché è divertente e fa divertire, offre a tutti la possibilità di vestire i panni di chiunque per qualche secondo e perché può essere considerata a pieno titolo come “l’upgrade dei selfie”.

Una curiosità: l’app è stata inventata in Germania dai tre programmatori Jonas Drüppel, Roland Grenke e Daniel Taschik che ne avevano già sviluppato delle precedenti versioni che tuttavia nono mai riuscite a riscuotere gran successo.