Samsung, Apple e i 30 camion carichi di monete da 5 centesimi

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  • 25 settembre 2013
Samsung, Apple e i 30 camion pieni di monete da 5 centesimi

Samsung, Apple e i 30 camion carichi di monete da 5 centesimi

Sono oramai anni che Apple e Samsung si danno battaglia in maniera più o meno ininterrotta nelle aule dei tribunali, americane e non, per questioni brevettuali.

Ad essersi aggiudicata il titolo di vincitrice nell’ultima tra le tante dispute è stata Apple. Per tale vittoria Samsung dovrà fornire ad Apple un risarcimento pari ad oltre un miliardo di dollari.

Ad aver destato l’attenzione di tutti non è stata però la cifra, tutt’altro che misera, che all’azienda sudcoreana è stato imposto di pagare a quella di Cupertino quanto, piuttosto, il modo in cui questa ha scelto di farlo.

Sulla falsariga della filastrocca “è arrivato un bastimento carico di…” Samsung ha infatti scelto di pagare la cifra imposta facendo recapitare ad Apple ben 30 camion pieni di monetine da 5 centesimi.

Samsung, Apple e i 30 camion carichi di monete da 5 centesimi

Inizialmente la sicurezza che si occupa della protezione del quartier generale di Apple non consapevole del carico dei camion ha provato a respingerli ma dopo quale minuto il CEO della mela morsicata più celebre al mondo ha ricevuto una chiamata da parte del CEO di Samsung che, appunto, ha spiegato a Tim Cook la situazione.

Se la banca accetterà o meno un corposo versamento del genere al momento non è ancora chiaro ma quel che è certo è che in tal modo Samsung ed Apple hanno fatto parlare ulteriormente di sé. Detta in altri termini: pubblicità.

In attesa di una risposta di Apple alla mossa dell’azienda sudcoreana Lee Kun-hee, il presidente di Samsung Electronics, ha detto ai media che la sua società non ha alcuna intenzione di farsi intimidire da un gruppo di “geek con stile” e che se vogliono giocare sporco hanno ben presente come fare.

Lee Kun-hee ha inoltre dichiarato che “è possibile utilizzare le monete per comprare un rinfresco alle macchinette o fonderle per fare dei computer, ma questo non è un problema mio, ho già pagato loro ed adempiuto alla legge” ed ancora “spero di finire la consegna di 20 miliardi di monete entro questa settimana“.

Insomma, che la sudcoreana debba del denaro all’azienda di Cupertino è oramai un dato di fatto ma che sia costretta ad utilizzare un metodo di pagamento specifico non è indicato in nessuna postilla e la satira d’oltreoceano, che ha dato origine a questa trollata bella e buona, ne è sicuramente ben consapevole.