Social network e cari estinti, più di 30 milioni di morti su Facebook

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  • 16 ottobre 2013
Social network e cari estinti, più di 30 milioni di morti su Facebook

Social network e cari estinti, più di 30 milioni di morti su Facebook

Se sino a qualche tempo fa il dover affrontare la morte era un’idea tradizionalmente ed esclusivamente legata al mondo reale con l’avvento di internet e sopratutto con quello dei social network le cose sono cambiate.

Tutti, o quasi, hanno infatti un alter ego digitale che continua inesorabilmente a sopravvivere anche quando l’utente associato dice addio alla sua vita terrena.

Tenendo conto di ciò c’è dunque ben poco da stupirsi del fatto che al momento ci siano più di 30 milioni di deceduti su Facebook, tanti, tantissimi utenti defunti il cui account precedentemente creato sul social network di Zuck continua ad essere presente e, in alcuni casi, anche attivo (naturalmente per mano altrui!).

La mania della vita digitale ha infatti dato origine ad una nuova industria che ruota tutta attorno al discorso della morte su internet facendo del cordoglio online uno degli effetti collaterali più interessanti legati all’utilizzo dei social media.

Il discorso, per quanto possa apparire un tantino macabro, risulta quindi molto interessante e consente di comprendere meglio l’evoluzione dell’uomo ed ancor di più quella delle risorse di social networking.

In tal senso il libro Your Digital Afterlife, ovvero quella che può essere definita come una “guida pratica” all’attraversamento dello Stige digitale, e la recente intervista condotta da Vice al suo autore Evan Carroll possono essere sicuramente illuminanti.

I social network creano nuovi spazi dove vivere il lutto

Nell’intervista Carroll sottolinea che oggi i social network consentono di condividere le memorie di chiunque. Su Facebook, ad esempio, ogni pagina può diventare un luogo in cui parenti ed amici pubblicano i loro ricordi. A tutti viene quindi offerta la possibilità di ricordare la persona defunta senza restrizioni di luogo avendo uno spazio virtuale dove farlo.

Con strumenti come il profilo Facebook si sta dunque assistendo alla nascita di nuovi spazi dove vivere il lutto. Ad esempio, in Cina e in Giappone, dove non c’è più spazio per le sepolture, hanno costruito veri e propri cimiteri online dove si possono creare tombe virtuali, un modo questo decisamente interessante di affrontare il problema dello spazio considerando che le masse sono sempre più numerose e che c’è sempre meno posto per seppellire i morti.

Non è quindi da escludere il fatto che ben presto il concetto di tomba possa essere associato a quello di uno spazio online piuttosto che di un punto fisico definito il che potrebbe essere assolutamente plausibile considerando che l’Io digitale sopravvive sempre più a quello fisico.

La maggior parte delle persone, comunque, non si rende conto di crearsi un’identità a lungo termine quando è sui social. Gli utenti sono ben consapevoli del fatto che ciò che condividono può arrivare lontano, ed anche tanto, ma questo non significa che abbiano compreso che tale diffusione potrà andare, un giorno, a costituire la storia della loro vita.

Internet non è più una tecnologia giovane

Con il passare del tempo e con l’invecchiare di internet per forza di cose saranno sempre di più gli utenti a morire. Tale dato, unito al fatto che abbiamo visto “andar via” personalità che in rete avevano un certo peso e che le famiglie desiderano agire in maniera adeguata, ha dunque portato a pensare in maniera sempre maggiore alla morte online.

Il primo, tra i big del web, a dedicarsi alla cosa è stato Google. La mossa di lanciare uno strumento dedicato mediante cui permettere agli utenti di specificare cosa vogliono che succeda al proprio account quando non verrà più usato è stata una vera e propria svolta.