Soglia di attenzione sui Social network: come cambia la capacità di concentrazione degli utenti

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  • 11 luglio 2013

 

 overload

Nella contemporaneità il rischio di overload di contenuti sui social network sta aumentando, se consideriamo l’ampia offerta di risorse digitali a disposizione degli utenti.

Questo può diventare un serio problema se valutiamo il fatto che, senza una opportuna strategia di content marketing che valorizzi e garantisca contenuti di qualità, molti brand rischiano di vedere vanificati tutti i loro sforzi materiali ed economici.

L’uomo in quanto animale sociale che interagisce con lo spazio circostante, sta cambiando di pari passo all’evolversi del tempo. Da sempre l’uomo ha un certo contatto con i mass media. Radio, tv, giornali e libri, periodicamente veicolano una quantità infinita di messaggi che richiedono un certo grado di attenzione da parte dell’utente e fruitore per poterli distinguere ed averne memoria.

Film come Inception (di Nolan) o testi come A la recherche du temps perdu (di Proust) richiedono un vero e proprio sforzo mentale per apprezzarne il contenuto. Metteteci pure che magari, mentre state vedendo una di queste opere cinematografiche su internet (rigorosamente in maniera legale ndr), siete anche bombardati di nodifiche social e di messagini su whatsapp…!

Assodata questa prima osservazione, si nota che con l’avvento dei new media, il fruitore è costretto a dedicare un tempo ridotto da dedicare all’attenzione di ciascun contenuto. È calata quindi la soglia di attenzione.

La questione ora è: Ci siamo assuefatti ai 140 caratteri?

Se così fosse vediamo che la strategia migliore e auspicabile per tutti coloro che hanno a che fare con i new media, è quella di colpire in maniera precisa l’obiettivo della comunicazione (un po’ come dire nel gergo del gioco battaglia navale: “colpito e affondato”).

Da un’analisi preliminare risulta che un utente Facebook accetta un post più lungo e corposo solo se in un certo qual modo già conosce l’emittente, in caso contrario, il post risulterà per l’utente poco digeribile e di conseguenza molto probabilmente non terminerà la lettura. Di fatto trovare una regola rigida non è possibile perchè si tratta di una tendenza in continua evoluzione .

La colpa però, non è da imputarsi solo al contenuto che viene veicolato e che progressivamente si riduce in quantità di caratteri ma è anche lo stesso utente che sta trasformando la propria capacità di concentrazione.

In questo senso il treand che stanno portando avanti i social come Vine e Twitter sta avendo un grande successo ma questo ve lo racconteremo nei prossimi articoli!