Twitter ha comprato TellApart, ecco perché

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  • 12 maggio 2015
Immagine che mostra il logo di Twitter composto da lettere

Nei giorni scorsi Twitter ha messo a segno una nuova ed interessante acquisizione grazie alla quale spera di riuscire ad indirizzare annunci sempre più mirati verso tutte le piattaforme.

Immagine che mostra il logo di Twitter composto da lettere

La nuova acquisizione di Twitter è quella di TellApart. Per chi non ne fosse a conoscenza si tratta di una società che si occupa di pubblicità e che fornisce a venditori e inserzionisti una sola piattaforma tra i diversi device. Tale piattaforma permette di fare pubblicità mirate e marketing attraverso email.

Proprio a proposito dell’acquisizione Kevin Weil, Vicepresidente della divisione prodotti di Twitter, ha dichiarato mediante un apposito comunicato stampa che “i consumatori si muovono in modo fluido tra una piattaforma e l’altra, gli inserzionisti hanno bisogno di misurare meglio se, ad esempio, gli utenti navigano con dispositivi mobili ma effettuano acquisti da desktop”.

Il fatto che sia coinvolto anche Kevin Weil, specializzato in big data, fa tuttavia presagire che Twitter possa utilizzare le conoscenze e l’esperienza di TellApart per migliorare alcune funzioni specifiche utili a filtrare meglio il flusso di tweet. La cosa va ad assumere ancor più rilevanza se si considera il fatto che Evan Williams, il co-fondatore di Twitter, ha ammesso pubblicamente di sentirsi letteralmente sopraffatto dalla quantità di dati e di informazioni che ogni giorno viaggiano sulla piattaforma di microblogging più celebre al mondo e che tendono ad allontanarla da quello che è lo scopo iniziale quale raccontare alla gente che cosa sta succedendo piuttosto che proporre una serie di informazioni a cascata cronologica.

Gli algoritmi di TellApart potranno quindi rivelarsi particolarmente utili in diverse circostanze.

Da notare che oltre a questo Twitter ha annunciato un’alleanza con Google DoubleClick, la piattaforma per migliorare le performance nell’analisi della circolazione della pubblicità. In questo modo il gruppo di San Francisco potrà dare ai suoi inserzionisti dati in tempo reale e sempre più precisi sull’attività delle loro inserzioni.